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Tèchne: nell'antica Grecia il termine Tèchne veniva utilizzato per definire la capacità di dare vita alla materia inerte.
Questo concetto si applica perfettamente alla scelta artistica avviata da due giovani artisti bergamaschi Jacopo Gatti (Sapo) e da Paolo Baraldi a.k.a. Il Baro. Cio' che li lega è il significato basilare dell'arte inteso come pratica artigianale e come nuova “action painting”. Rinasce con loro la figura del Demiurgo che plasma materiali disparati per donargli vita, comunicazione ed espressione etica attraverso il semplice gesto.
Il loro punto di partenza è l'aerosol art ed il punto di arrivo l'azione artistica risolta con collage e mixed media per Il Baro e con il dripping per Sapo; due strade parallele nate dall'adesione allo stesso percorso pittorico.
Jacopo Gatti (Sapo-e)
Nato a Bergamo il 5/10/1977 ha frequentato studi scientifici. Il suo percorso artistico inizia nei primi anni novanta, interessandosi all'aerosol-art, e realizza molti graffiti su muro in varie manifestazioni nazionali (Milano, Brescia, Rimini, Roma, Bologna, Ancona…). Nel 1998 trasporta le tecniche acquisite on the road, su tela, utlizzando smalti con solventi e spray e coniugandoli con tecniche piu' prettamente pittoriche. In seguito si appassiona alla materia, occupandosi della ricerca e dello studio di elementi con spiccate qualità plastiche, e crea con il volume un effetto tridimensionale su un supporto bidimensionale.
Sperimenta l'uso di cementi, resine, gessi e stucchi unendoli tra di loro e applicandoli su vari supporti; implementando cosi tecniche innovative per i suoi dipinti. Nascono cosi' opere definite “variazioni murali“ realizzate grazie all'applicazione di resine sagomate, limate, ricoperte di nuovi strati resinosi e infine smaltati. Ne fanno parte anche i ”conglomerati”, una serie di opere realizzate con resina colata e legno che riducono la superficie in piccoli cerchi (quasi dei pixel), dividendola all'infinito e creando un elegante gioco ottico sulla parete.
Il suo talento è quello di plasmare all'infinito la materia ridefinendo la bidimensionalità della parete che accoglie la sua opera.
Nelle composizioni piu' recenti l'artista introduce il figurativo, che diventa protagonista indiscusso sulla superficie morbida e informale della resina,. Per la prima volta compaiono elementi riconoscibili quali alberi e piccoli pesci e di conseguenza l'azzeramento della realtà, che contraddistingueva le opere precedenti, muta in una nuova affermazione del reale tramite soggetti semplici, come se visti attraverso gli occhi del bambino che cerca nei primi disegni di rappresentare il mondo che lo circonda. In questo modo Sapo-e ritrova nella sua espressione artistica gli elementi della natura.
Nelle ultime opere i colori accesi rossi e fucsia si trasformano in tinte dai toni pastello; variazioni cerulee, piccole ombre delicate in rilievo sulla parete.
Paolo Baraldi (a.k.a. il baro)
Nasce a Bergamo il 26/09/1977, dove tutt’ora vive e lavora.
Laureato in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli studi di Bergamo, con tesi sullo sviluppo dell’Aerosol art e sulle sue implicazioni sociali e culturali, inizia il suo percorso artistico con i Graffiti nella prima metà degli anni novanta, durante i quali partecipa a varie convention di writers, per poi passare progressivamente su tela ed altri supporti a partire dal 1998, scegliendo la pittura come canale principale per la propria ricerca.
Partecipa a diverse performance e mostre collettive d’arte contemporanea, seguendo ciò che avviene per strada e nel panorama culturale bergamasco tanto da fondare insieme ad altri artisti l’Associazione culturale ORANGE, nel 2004, sodalizio nel quale confluiranno numerosi giovani creativi bergamaschi. Ha collaborato con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo.
Recentemente si è iscritto all’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo.
L’ aerosol-art di Baraldi si traduce negli anni nei suoi collage e nei mixed media che gradualmente sconfinano e si stratificano, occupando superfici di varia natura come fogli, tele, tavoli, cartonati e oggetti. La scelta dei soggetti è legata a tematiche sociali; tanto che angeli, volti, ombre, panorami urbani, uomini scarni e segni grafici diventano le nuove icone del nostro futuro. Per celebrare maggiormente questo concetto sacro i nuovi simboli si muovono in spazzi dittici e trittici, quasi a voler lasciare il ricordo di santi e di martiri di una spiritualità perduta.
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