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Artan Shabani ''The Big Wall'' 2010 mixed media on papers. courtesy artist

THE BERLIN WALL

Media Art – Exhibition Design and Scenography – Art Research and Video Art – Product Instalation
2010

Opening 11 May 2010  h  18.00
From 12 May -31May. 2010

The Promenade Gallery

Bulevardi Skele Uji i Ftohte
AL 9401,
Albania
info@thepromenadegallery.org
http://www.thepromenadegallery.org

 

THE PROMENADE GALLERY
Vlore Albania  May 2010
Episod II
 
 
Zoltan Bela  \Giovanni Colagrande\ Vanni Cuoghi \ Nebojša Despotovic\ Marco Fantini\ Giuseppe Gonella \ Ervin Hatibi \ Dritan Hyska \
Ardian Isufi\ Vincenzo Marsiglia \ Valentina De’ Mathà \ Kader Muzaqi \ Nadir Montagnana\ Alkan Nallbani \ Persisters \ 
Simone Pellegrini \ Heldi Pema \ Michael Rotondi \ Giuliano Sale \ Artan Shabani \ Jiří Kolář \ Eltjon Valle \ Zini Veshi\ Roberto Coda Zabetta
 
 
 
The Promenade Gallery

Bulevardi Skele Uji i Ftohte
AL 9401,
Albania
Info: tel. +355 69 29 12 759
(AL) 0039 347 72 86 203 (IT)
 
 
9 novembre del 1989 venne abbattuto il Muro di Berlino, un simbolo della divisione tra America e Russia, della Guerra Fredda. Rappresentò il crollo delle ideologie su cui si articolò la gestione politica ed economica del mondo dal dopoguerra in poi. Ma a distanza di vent’anni possiamo stilare un bilancio. Furono costruiti nuovi “muri” o quei muri non furono mai abbattuti? Ne crollarono altri? Ne costruimmo dei nuovi?

Una cosa è certa quel giorno, quando quel muro crollò e le immagini televisive fecero il giro del mondo, quasi tutti vissero un’emozione di particolare sorpresa, perché abbattere quella barriera sembrava all’improvviso una cosa semplicissima come distruggere un qualsiasi muro di mattoni. Fatta la prima breccia, rivelava la sua normalità, si svelava e sgretolava come un muro qualsiasi. Quel crollo fu un nuovo inizio per tutta quella generazione che visse la guerra fredda e vedeva il mondo rigidamente diviso, in cui tutto sembrava essere o bianco o nero. Da quel momento si ebbe la certezza che i muri, per quanto potessero apparire possenti, potevano essere abbattuti e si potevano scoprire nuovi orizzonti e spostare barriere e confini.

Questa nuova prospettiva che si delineò quali cambiamenti ha portato al nostro modo di vivere? Nuovi poteri ideologici ed economici, nuovi equilibri, nuovi valori, hanno cambiato le dinamiche di relazione tra le nazioni e il nostro modo di pensare al futuro. Oggi abbiamo nuove frontiere, nuovi sogni, nuove corazze. Ma sono ci sono ancora muri da abbattere reali e simbolici e quindi nuove frontiere e nuovi obiettivi. Quali?