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Mostra di scultura “ENERGY” e percorso di arredo urbano
Installazione di sculture in vari siti cittadini.
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Nel 1999, dopo quattro anni di duro lavoro e studio si laurea all'Accademia delle Belle Arti di Milano (Brera). Conosciuto in ambito accademico per il suo stile, sperimenta e realizza sculture in acciaio inox con una tecnica innovativa. Presentazione generale ENERGY. Testo di Emiliano Busselli Il piu' delle volte le parole non sono in grado di esprimere in un unico concetto il significato di un'opera d'arte, in questo caso invece e' stato proprio Helidon Xhixha a scegliere un'unica parola per titolare la sua mostra personale: Energy (energia). Energia come forza espressiva, come capacita' di plasmare la materia e trasmettere potenza e vigore in un unico gesto. Energia come volonta' di confrontarsi con il mondo esterno, attraverso sculture e bassorilievi che diverranno superfici specchianti della realtA' che li circonda. Energia come entita' impalpabile, leggera: leggerezza della materia utilizzata e delle forme create. Nella rassegna Energy predominano due differenti tecniche: i bassorilievi Luce, in acciaio inox satinato, a specchio o colorato, e le sculture, la cui superficie in metallo si frantuma in innumerevoli tessere saldate l'una all'altra, a volte delle dimensioni di piccoli elementi da mosaico, a volte in frammenti piu' grandi, dalle sembianze di pezzi di stoffa. Le opere avvolgeranno l'osservatore in un'atmosfera di energia positiva generata dal contrasto tra le superfici corrugate, sensuali nelle loro morbide forme, e la potenza virile dell'acciaio inox. In virtu' dell'impressione a freddo, l'acciaio delle lastre di base conserva l'energia potente e concentrata del gesto creativo, espressione pura di volonta' di dominio dell'artista sulla materia inerte. Agli occhi dell'osservatore, grazie agli effetti della luce riflessa, la forza cristallizzata del gesto rientra in un circolo ideale che e' lo stesso flusso energetico universale. I COLOSSI DI XHIXHA PER L'ARREDO URBANO ALESSANDRINO. Testo di Emiliano Busselli Una citta' non e' solo un agglomerato di luoghi ed edifici adibiti a varie mansioni, ma e' anche e soprattutto una comunita' umana nella quale gli elementi antropologici universali ed ancestrali del vivere trovano una declinazione in continua trasformazione. Al di la' dell'incessante, stratiforme, multiforme modernizzazione che caratterizza ogni ambiente urbano, i primitivi aspetti apotropaici del vivere associato, sotto una superficie spettacolarmente cangiante, non scompaiono mai del tutto, ma tendono, inevitabilmente, a riaffiorare. Cosi', l'Arte, cautamente confinata nei meandri museali dell'individualismo contemporaneo, tende, motu proprio, a sconfinare nelle strade e nelle piazze, vera e propria avanguardia di una rinnovata comunita' democratica. Cosi' mi piace immaginare i colossi di Xhixha al centro delle rotonde spartitraffico alessandrine ed in altri siti significativi della citta': come i guardiani di una rivoluzione silenziosa, la rivoluzione democratica della rinnovata presa di coscienza comunitaria cittadina, resa possibile da quel volo impalpabile dello Spirito che e' il soffio dell'Arte, capace di donare un'inesauribile, feconda vitalita' anche all'acciaio inossidabile. Testo di Andrea B. Del Guercio (tratto da “L'11 Settembre nell'opera di Helidon Xhixha”) “L'attivita' espressiva di Helidon Xhixha, scaturita all'interno di un significativo rapporto di tradizione familiare, maturata in un processo di elaborazione e di informazione nel caleidoscopio creativo dell'Accademia di Brera a Milano, trova affermazione e crescente sviluppo all'interno dei grandi laboratori del ferro e dell'acciaio; e' infatti nella natura dei materiali metallici e della produzione industriale, nei lavori di forza e di linearita', di tensione e superficie, che lo scultore osserva e rileva l'azione di progettazione e di produzione della scultura e di ogni grande opera monumentale. Questo suo rapporto con la scultura si muove tra due distinte direttrici operative; se una prima ed intensa stagione e' stata caratterizzata da una dichiarata tecnica di saldatura, oggi si affermano i processi di compressione, taglio e piegatura, saldatura al laser. La saldatura, quale primo dato tecnico-espressivo, che si evidenzia lungo l'intera struttura plastica attraverso il grumo evidente di materia informe, permette allo scultore di verificare operativamente la crisi del volume scultoreo ereditato dalla tradizione e lo orienta, nel tracciato della scultura degli anni trenta di Gonzales e Picasso, all'interno dei processi analitici del collage, applicati sempre da Ricasso nel 1913 al volume simbolico-concettuale delle “Chitarre”; il procedere espressivo di Xhixha appare quindi sulla direzione dell'immettere, del collegare brani di materia, del relazionare frammenti, e quindi distogliendosi dalla ricerca del volume secondo la tradizione del togliere dalla massa, del cercare la forma nell'informe della materia, ma anche di predisporre la forma ed indirizzare il percorso alla materia fusa. Si tratta dell'affermazione di un'esperienza compositiva che intende suggerire alla percezione piu' che trascrivere, segnalare spazi autonomi di lettura piu' che raccontare. A questa stagione va riferita una vasta produzione di opere in cui appariva centrale la ricerca del volume e l'indagine sulle forze che ne elaborano le tensioni ed i giochi di forza; lungo anni intensi e prolifici nascono grandi opere monumentali dedicate ai valori profondi racchiusi ancora nell'anatomia femminile ed a quello stato di energie e vitalita' emblematizzati nelle forme tese del cavallo; grandi opere oggi raccolte all'interno di un monografico parco-scultura in Piemonte. Il tema tecnico della compressione a cui Xhixha indirizza le sue attuali ricerche gli ha imposto e permesso l'introduzione espressiva nel complesso patrimonio della cultura animonica; lo scultore dedica alla lastra d'acciaio il ruolo di trascrizione della comunicazione che e' proprio della superficie e non del volume, dove la lastra diventa il foglio della scrittura, la lavagna che insegna. Se la tecnica di saldatura prima e di imbullonatura rappresentano i passaggi significativi che liberano la scultura dalla dipendenza storica della fusione e “per via del togliere”, la superficie sostituisce, con una rapida crescita dei valori concettuali della cultura artistica, la tradizione del volume; la superficie, intesa come spazio esteso della comunicazione, ridisegna l'approccio espressivo e la fruizione, su un piano fortemente analitico e progettuale. E' all'interno di questo nuovo passaggio espressivo che Xhixha opera la rivisitazione e la mirata acquisizione dei dati della cultura moderna verso quelli della contemporaneita'; all'interno di questo percorso egli concettualizza nella forza della compressione sulla lastra e racchiude nella traccia scavata, l'intensita' gestuale che fu gia' dell'action painting, ponendosi alla ricerca dell'esperienza percettiva della realta' aformale. La lastra, oggi manipolata dalla compressione e modellata dall'inserzione di materia, appare anche alla base strutturale del processo espressivo di Helidon Xhixha parallelamente orientato verso la verifica dei valori di progettazione monumentale; il taglio e la piegatura, le forme di costruzione computerizzata dei grandi scatolati metallici, lavorano infatti e sulla base dei grandi fogli d'acciaio ed edificano i nuovi volumi della scultura-architettura. E' su questa base di esperienza espressiva analitico-progettuale, positivamente verificata da Xhixha in altre esperienze plastico-oggetuali, che si configura la grande scultura dedicata all'undici settembre; quella componente impulsiva e ricca di energia e vitalita' espressionistica che ha caratterizzato l'attivita' passata, appare oggi inserita e raccolta, intimamente compressa nella tensione psicologica del titolo, in quella data che assume su di se l'intera tensione espressiva.”
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