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La stagione espositiva della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo celebra l’estate con la mostra del lavoro di Vincenzo Marsiglia: giovane artista calabrese di nascita ma ligure d’adozione, di cui ha scritto gran parte della critica italiana (dopo essere uscito dall’Accademia di Brera, a Milano). Star Interasctive 2 si articolerà al II piano dello storico edificio aretino, poggiato architettonicamente alla chiesa di San Francesco, che ospita la Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca. In collaborazione con la galleria Alexander Alvarez Contemporary Art di Alessandria, l’evento sarà curato da Fabio Migliorati e da Livia Savorelli. Accompagnerà la mostra un catalogo Vanillaedizioni – opera d’arte di per sé (con copertina in feltro a rilievo) – in vendita presso la biglietteria della Galleria Comunale e in due librerie della città. L’esposizione aretina è la seconda tappa di Star Interactive, momento creativo vissuto ad Alessandria, negli spazi della galleria Alexander Alvarez, dal 28 marzo al 30 maggio, con il Patrocinio del Comune di Alessandria e della Regione Piemonte. Un mese dopo, quindi, Arezzo si prepara a ospitare un evento collaudato, che ha già interessato, stupito, appagato una città, arricchendola culturalmente.
da sabato 27 giugno h 18.30
ingresso libero al museo
martedì-domenica
orario: 10.30 / 18.30,
telefono: 0575/299255
Il lavoro di Vincenzo Marsiglia marcia in avanti con passo grafico, a cavallo tra l’optical e la tecnologia, senza esulare da un denominatore comune a ogni sua sfaccettatura, sia installazione o tessuto. Attraverso la matrice oggettuale o video o acrilica, si comunica sempre una vicinanza alla tecnica in sé. L’arte del Marsiglia è, appunto, tecnica; risultato che guarda indietro, alla propria realizzazione, al suo processo. Si tratta quindi di autoreferenza materiale: qualsiasi superficie, tecnologica o no, dalla ceramica alla seta, dal jeans al feltro, dal damascato al glitter, dal vinilico al tessuto cangiante; tutto attraverso Swarovski, colore acrilico interferenziale o metallizzato o impermeabile. L’autore si slancia con la proposta di un simbolo che diventa paradigma contemporaneo: la stella.
Atmosfera post-Pop. «Pop-Star», verrebbe da dire! Star che comunica, che unisce o separa ma comunque lega; interno ed esterno, dentro e fuori, fino all’allusione socioculturale.
Ma che cosa significa, allora, emblema, riconoscibilità, senso d’appartenenza? La relazione essere/apparire. Fra essere e apparire: sta proprio qui la via metaforica; l’allegoria del successo, in una parabola astronomica che conta perché rappresenta o, forse, rappresenta in quanto vale sempre e soltanto qualcosa...
Una sorta di dichiarazione personale nei confronti della vita, del mondo, come – in realtà – ogni autore dovrebbe saper e poter fare, per evitare di perdere o fraintendere quel rapporto arte/esistenza, tanto vero quanto, di sicuro, alla fine bello. Tale confronto diventa maglia stretta, fedele, coerente e, si dica pure, bella – secondo espressività e intensità: perché ogni tecnica riferisce all’estetica e l’estetica suggerisce piacere. L’opera richiama così una dimensione parallela delle cose, tutta mentale ma partendo dalle nostre credenze, tendenze, mode, senza essere lirica, poiché tenta di riprodurre un vissuto astratto, mediato, decorativo; non un’emozione indomita né un afflato onirico. L’identità iconografica è quella della ricerca estetica, della sua genesi etnologica che si fa etnografica: mai memoria dell’artista ma esperienza di tutti. Collettività, dunque, comunità, universale che diventa via per il singolo, l’individuo, il particolare, evitando di lambire l’intimità, mai vista come traguardo. Testo, sicché, quale simbolo anti-descrittivo, che trova la chiave nel codice della socialità: essenza di un’entità fantasiosa, tanto significativa quanto superficiale;e tanto più in noi quanto più lontana dalla nostra percezione.
AREZZO
Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
in collaborazione con:
ALEXANDER ALVAREZ CONTEMPORARY ART |