![]() |
Andrea Carini nasce a Roma nel 1973. |
|
Studi 1987-91 Liceo Artistico, Roma; 1991-95 Diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino; 1992-94 Attestato di Stampatore d'Arte presso l'Accademia Raffaello di Urbino; 1995-97 Attestato per il corso di Tecniche dell'Incisione presso la Scuola delle Arti Ornamentali S. Giacomo di Roma; 1996-99 Diploma, Istituto Centrale per il Restauro, Roma; 2003-05 Diploma di secondo livello, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Residenze d'artista nel novembre 1998, agosto 2000, settembre 2002, agosto 2004 e settembre 2006 residenza d'artista presso il Centro Internazionale per la Grafica Frans Masereel in Kasterlee (Belgio); nell'agosto 2005 residenza d'artista presso il Centro per la grafica Atelier Presse Papier a Trois Rivières (Québec, Canada); nel marzo 2007 residenza d'artista presso il Kala Art Institute di Berkeley (USA). Vive e lavora tra Milano e Roma. Mostre personali / solo exhibitions: 2007 Andrea Carini, Galleria Il Bulino ArteContemporanea, Roma, a cura di Arianna Mercanti e Luca Arnaudo Andrea Carini, Istituto Italiano di Cultura, San Francisco (Stati Uniti) Andrea Carini, Museo Fondazione Luciana Matalon, Milano 2006 Andrea Carini, Galleria Il Sole Arte Contemporanea, Roma, a cura di Manuela Annibali Percorsi misurabili, Tufanostudio25, Milano, a cura di Simona Castagna 2004 Lastre liriche, Fondazione Peano, Cuneo, a cura di Luca Arnaudo La figura assente, L.i.Art, Casina Giustiniani, Roma, a cura di Marcello Carriero e Luca Arnaudo 2003 Sintesi ed antitesi, L.i.Art, Casina Giustiniani, Roma 2001 Doppio segno, Centro Culturale Di Sarro, Roma, a cura di Ilaria Schiaffini 2000 Andrea Carini, Galleria Massenzio Arte, Roma, a cura di Claudio Di Biagio ed Andrea Romoli Mostre collettive / group exhibitions: 2007 Arte contemporanea in Lombardia. Generazione Anni ’70, Civico Museo Parisi Valle, Maccagno, Spazio Guicciardini, Milano, a cura di Claudio Rizzi Fresh Painting, Donna Seager Gallery, San Rafael (Stati Uniti) 32 sentieri, Extra Moenia, Todi, a cura di Federico Sardella Timeless. Omaggio a Leon Battista Alberti, Archivio Centrale dello Stato, Roma, a cura di Guglielmo Gigliotti 2006 7eme Mondial de la Gravure 2006, Chamalières (Francia) Paesaggio la mente, Galleria LAC, Roma, a cura di Alessio Verzenassi Notte Europea della Ricerca/Researchers’ Night 2006, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Frascati Collettiva, Galleria Ricerca d’Arte, Roma 2005 T.E.C. Le tecniche esecutive dell’arte contemporanea, Scuderie Aldobrandini, Frascati, a cura di Manuela Annibali ed Alessio Verzenassi Incisione Italiana Under 35, Museo civico Ala Ponzone, Cremona; Istituto Italiano di Cultura, Cracovia (Polonia) Premio Mantero Arte Giovane, Mantero Gallery, Como (II Premio) Trofeo Città di Mondovì, Antico Palazzo di Città, Mondovì (I Premio) “Bilingue”, Il Sole Arte Contemporanea, Roma 13th International Print Biennal Varna, Graphic Art Gallery, Varna (Bulgaria) 2004 Premio Accademia Nazionale di San Luca, Accademia Nazionale di San Luca, Roma Premio Nazionale di Pittura Ennio Morlotti, Pinacoteca Civica, Imbersago Viceversa, Marguttarcade, Roma, a cura di Alessio Verzenassi Astrattismi – le diverse espressioni dell’astrattismo nell’incisione italiana contemporanea, selezione di opere dal Gabinetto di Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo, Pinacoteca Comunale di Quistello 2003 4rd Egyptian International Print Triennale 2003, National Center of Fine Arts, Il Cairo (Egitto) Jubileumtentoonstelling (mostra del trentennale del Frans Masereel Centrum), Kasterlee (Belgio) 6th Annual Contemporary Art Auction exhibition "The Curatorial Eye: Fifteen Perspectives", Sonoma Museum of Visual Art, Santa Rosa, California (USA) Forme del testo, presentazione del libro d’artista “Se basta appena un soffio”, Galleria Venticorrenti, Milano Centri Romani Ricerca Arte Contemporanea, L.i.Art, Casina Giustiniani, Roma Selected Frans Masereel Centrum anniversary exhibition, Edinburgh Printmakers, Edinburgo (Scozia) Xie Biennale Internationale de la Gravure et des Nouvelles Images, Espace Champ de Foire, Sarcelles (Francia) 2a Triennale Internazionale di Incisione Gianni Demo, Premio Città di Chieri – 2003, Imbianchera del Vajro, Chieri 2002 Male Formy Grafiki ’02, Galeria Willa, Lódz (Polonia) 2001 Xe Biennale Internationale de la Gravure et des Nouvelles Images, Hôtel de Ville, Sarcelles (Francia) Panorama - soluzioni dell’arte astratta, Roma, RUFA Art Gallery-Rome University of Fine Arts, a cura di Guglielmo Gigliotti Xilografie del Novecento, Associazione Culturale “L’occhio in Arte”, Roma Wrexham Print International, Memorial Gallery of Yale College, Wrexham (Gran Bretagna) I Premio Nazionale di Pittura Ferruccio Ferrazzi, Sabaudia (III Premio) V International Biennial of Graphic Art - Dry Point, Uzice (Jugoslavia) XI Bienal Internacional de Arte de Vila Nova de Cerveira, Vila Nova de Cerveira (Portogallo) Duetto all’italiana, Sendai (Giappone) Premio Accademia Nazionale di San Luca Pittura 2001, Accademia di San Luca, Roma II Triennale di Grafica Città di Brescia, Palazzo Bonoris, Brescia International Print Biennale, Varna (Bulgaria) 2000 Premio Nazionale di Pittura Il Perugino, Rocca Paolina, Perugia International Print Triennial, Bunkier Sztuki - Contemporary Art Gallery, Cracovia (Polonia) Oeuvres graphiques d’artistes contemporaines ayant travaillé au célèbre Centre Frans Masereel, Chapelle des Pénitents Blancs-Espace des Arts, Aumônerie Saint-Jacques (Francia) BNL, Una banca per l’Arte: oltre il mecenatismo, Chiostro del Bramante, Roma Il segno e la memoria - Biennale dell’Incisione Contemporanea Italia/Slovenia – Premio Tiepolo, Barchessa di Villa Morosini – XXV Aprile, Mirano 1999 N/B, Galleria De’ Serpenti, Roma, a cura di Andrea Romoli Repertorio della Xilografia Italiana - 1946 - 1999, Società Belle Arti - Circolo degli Artisti Firenze - Casa di Dante, Firenze Premio Massenzio Arte, Roma, Ex Cartiera Latina (I Premio) Premio Nazionale per l’Incisione Fabio Bertoni, Sala Bramante, Fermignano 1998 Perinciso 1998, Concorso Nazionale di Grafica Artistica, Villa Giardino di Cavezzo, a cura di Franco Sciardelli 18th Miniprint International, Taller Galeria Fort, Cadaques (Spagna) 1997 Xylon 13 - International Triennial Exhibition of artistic relief printing, Gewerbemuseum, Winterthur (Svizzera) Tra le trame, Galleria Il Monogramma, Roma, a cura di Claudio Di Biagio, Renata Sansone, Ilaria Schiaffini III Biennale per l'Incisione - Aqui Terme Ovada, Salone Nuove Terme e Palazzo Robellini, Aqui Terme Altri Piani, Galleria Interno uno, Roma, a cura di Andrea Romoli Mostra del "Repertorio degli Incisori Italiani", Pinacoteca civica, Bagnacavallo, testo in catalogo di Paolo Bellini 1995 Primaparete, Galleria San Fedele, Milano Athema, Rocca Malatestiana, Fano 1994 VI Premio Europeo Arte Viva '94, Palazzo del Duca e Piazza del Duca, Senigallia premi/ awards 2005 Carnello cArte ad Arte 2005, Sora, II Premio Premio Mantero Arte Giovane, Como, II Premio Trofeo Città di Mondovì”, Mondovì 2001 I Premio Nazionale di Pittura Ferruccio Ferrazzi”, Sabaudia, III Premio 1999 Premio Massenzio Arte”, Roma, I Premio Critica Per l’incisore il processo di realizzazione dell’immagine presenta un duplice volto: ogni effetto deve essere controllato e pianificato in anticipo, ma la sua esecuzione comporta anche un margine di imprevedibilità e di sorpresa che si scioglie solo nel momento in cui si separa la carta dalla matrice. Tale margine è legato alla necessità di misurare la qualità del segno con la resistenza della materia: l’affondo del bulino si tradurrà in segno netto solo quando si sarà liberata la lastra delle barbe, il colore sarà profondo solo se ne saranno eliminate le tracce rimaste fuori dai solchi. Può capitare però che, durante la lavorazione della lastra, per una pulitura un po’ affrettata rimanga ad esempio dell’inchiostro in eccesso, che nella stampa accanto a segni netti e calibrati compaiano sbavature morbide e informi. E che si rimanga affascinati dal potere evocativo di macchie casuali, tracce di gesti incontrollati. Andrea Carini, che ha già al suo attivo una notevole produzione grafica, sembra essersi soffermato su tale esitazione, quasi a voler carpire il segreto di quella seduzione materializzatasi per caso. In questa mostra, accanto a una stampa presenta per la prima volta una serie di alluminii, che, pur denunciando evidentemente nel trattamento l’estrema perizia tecnica da incisore, si propongono come opere a sé. Essi vengono incisi, inchiostrati, parzialmente ripuliti, disegnati a matita o col pennello, in un lavoro di aggiunta progressiva di tracciati e di pigmento. Indulgendo al piacere del mescolamento, della contaminazione di tecniche e materie diverse in quella che chiama con ironia demitizzante la “cucina” del fare arte, Andrea sembra inseguire una personale via di comunicazione tra segno e materia, tra grafico e pittorico. Così si impegna in una sorta di sfida ai limiti della contraddizione: aggiungere materia in pittura significa coprire e addensare, ma allo stesso tempo intrecciare segno su segno dà vita a una vibrazione impalpabile, che nel riflettere la luce toglie peso al supporto e rende i corpi lievi e aerei. Per questo ama giocare sui contrasti tra lucido e opaco, tra valore riflettente dell’alluminio e intensità cromatica dei neri, blu, marroni o anche bianchi; con queste relazioni estende percettivamente la profondità dell’immagine, sbalzando in superficie o catturando all’indietro lo sguardo. La ricerca di una dilatazione della spazialità caratterizza da tempo il lavoro di Andrea Carini: infilate di segni rapidi e sfuggenti, prospettive sghembe, punti di vista moltiplicati, formati trapeizoidali nei lavori precedenti disegnavano precise direttrici della visione, volte a suggerire dimensioni ulteriori. Con gli alluminii sembra ora cercare altre strade per affondare oltre la superficie, semplificando la composizione e complicandone i portati sia concettuali che percettivi. Le vedute, che la mente in cerca di appigli mimetici può ricondurre a memorie di paesaggi naturali o di prospettive urbane, sono ora allungate in senso longitudinale, come a voler inseguire per quanto possibile l’ampiezza dell’orizzonte che le definisce. Sia alta oppure bassa, la linea dove cielo e terra si incontrano viene intesa come limite che, proprio perché esclude lo sguardo, innesca la possibilità di immaginare aperture ulteriori: l’osservatore viene così accompagnato in un percorso in profondità dal respiro cosmico, tra suggestioni aeree e abissi marini. Sarebbe però forse ingenuo abbandonarsi semplicemente a memorie paesaggistiche, non può bastare una seduzione cromatica per abbracciare la vastità dello spazio al di là del limite. Occorre scombinare le carte in tavola, evocare assi prospettici incompatibili o divergenti che si perdono nel vuoto: non perché lo spazio sia finito lì, ma perché troppo lontano dal nostro sguardo, troppo superiore alla nostra possibilità di definizione. Se i pittori rinascimentali hanno evocato l’infinito nel punto virtuale di convergenza degli assi visivi, se gli architetti possono costruire per sequenze di punti le curvature di edifici su una superficie bidimensionale, esiste allora una possibilità analoga per indicare un vuoto sconfinato, per disegnare ciò che non può essere delimitato. Da qui nascono le serie di chiodi a rilievo o buchi nella lastra che, interrompendo la continuità del supporto, catturano aria e luce, invitano lo sguardo a non accontentarsi del visibile e del palpabile per stabilire una continuità tra suadenza della materia e vastità dello spazio: ancora una volta Andrea gioca sul crinale sottilissimo che tiene insieme orizzonte mentale e capacità percettiva, costruzione geometrica e lirismo luminoso. Ilaria Schiaffini (da "Alluminii", catalogo della mostra, Roma, 2001) |